Gli alberi rappresentano la forma di vita vegetale più importante per l'uomo. Essi forniscono ossigeno per respirare, frutti da mangiare, legna da ardere e legname per costruire. Il rapporto tra il genere umano e gli alberi è antico quanto l'umanità stessa: approfondire la conoscenza del legno e la sua anatomia è quanto mai istruttivo ed affascinante.
Acqua e anidride carbonica: il segreto di ogni albero
E' nelle foglie che gli alberi pongono i presupposti per la loro crescita, e precisamente attraverso un fenomeno biochimico chiamato fotosintesi.
Il rapporto tra il genere umano e gli alberi è antico quanto l'umanità stessa. Il mistero della loro forza e della loro bellezza è sempre affascinante. Immobili e maestosi, semplici e possenti, gli alberi nascondono segreti di generazioni intere. Grazie alla presenza della clorofilla, la sostanza verde che dà alle foglie il loro colore caratteristico, l'energia ottenuta dalla luce del sole viene utilizzata per trasformare l'anidride carbonica dell'aria combinata con l'acqua ricavata dal terreno in zuccheri.
Mentre l'anidride carbonica giunge direttamente nella foglia attraverso piccoli fori detti stomi, l'acqua compie un lungo percorso che inizia dal suolo per terminare nelle foglie. Dalle radici, l'acqua sale attraverso il tronco fino a raggiungere la chioma dell'albero.
Oltre al trasporto dell'acqua, come linfa, il tronco è responsabile di altre importanti funzioni: fornisce la forza meccanica necessaria a sostenere il peso della chioma dell'albero e immagazzina il nutrimento creato dalle foglie. Questo nutrimento si muove all'interno del tronco attraverso il floema, una soluzione acquosa, per raggiungere le zone periferiche dell'albero. Uno strato specifico di cellule chiamato cambio, che si trova tra il legno ed il floema, è responsabile della produzione del legno nuovo. Il cambio è presente in tutte le parti viventi dell'albero e durante i periodi di incremento attivo, le cellule cambiali si suddividono per creare nuove cellule di legno nella parte interna e cellule di floema nell'esterno.
Il durame dell'albero è circondato da strati di alburno: il cambio (che genera le cellule), lo xilema e il floema (che fanno circolare la ninfa)
Il flusso della linfa ed il deposito delle sostanze nutritive, avvengono nell'alburno, che è il legno di più recente formazione.
Con il tempo la parte interna dell'alburno si separa dalla zona di accrescimento attivo, muore e il contenuto delle cellule subisce un mutamento biochimico che origina il durame.
Aumentando l'albero di diametro, lo strato del cambio posto immediatamente al di sotto del libro (costituito dai canali più periferici che trasportano la linfa) si allontana progressivamente dalle cellule interne dell'alburno che divengono inattive, cessano di trasportare la linfa e muoiono. Durante la trasformazione del legno in durame, caratterizzato dal colore più scuro, restano in vita solamente le cellule parenchimatiche che immagazzinano le sostanze nutritive. Dal punto di vista commerciale, il durame è notevolmente più apprezzato, del più tenero alburno.
Il nuovo legno, quindi, si pone su uno strato di legno già esistente. Se il legno si accresce attraverso incrementi stagionali si creano i cosiddetti anelli di accrescimento. Se la crescita è continua, come nelle regioni tropicali, non si forma nel legno alcun anello di accrescimento.
Una storia fatta di anelli
Ogni albero racconta la propria storia attraverso la struttura del proprio legno e la si può leggere chiaramente nel disegno degli anelli annuali.
Nei climi temperati il flusso di linfa aumenta durante i mesi primaverili e cessa in autunno, questa interruzione del ciclo di crescita genera la formazione di strati legnosi caratteristici, noti come anelli di crescita. Essi tuttavia non sempre si possono considerare anelli annuali, perché il ciclo di crescita può interrompersi a causa di inverni freddi o siccità periodiche. La specie dell'albero e le condizioni stagionali di accrescimento influenzano fortemente la larghezza degli anelli. Gli alberi piantati su un terreno fertile formano anelli più larghi di quelli che crescono su un suolo poco fertile. Gli alberi dei parchi hanno anelli più larghi degli alberi di una foresta, dove la forte concorrenza per accaparrarsi lo spazio influisce sullo sviluppo della pianta. Gli alberi con una breve stagione di crescita, come quelli che vivono nelle regioni artiche o di montagna, sono dotati in genere da anelli molto sottili.
Sezione di tronco di Douglas nel quale si distinguono durame (parte rossa/arancio) e alburno (parte gialla), sezioni dei nodi ed anelli di crescita.
Nella zona centrale gli anelli di crescita evidenziano un rapido accrescimento dovuto all’ampio spazio a disposizione e ad un abbondante rifornimento di acqua nel periodo corrispondente.
La crescita rallenta negli ultimi anni a seguito dell’infoltimento della foresta, ciò è evidente dall’analisi degli anelli di crescita più esterni.
Ogni anello di crescita è caratterizzato da due aree distinte: le cellule del legno formatosi in primavera hanno pareti sottili e cavità di grandi dimensioni, mentre le cellule del legno tardivo formatosi in estate sono dotate di cavità piccole con pareti spesse.
Tracciata una sezione trasversale di un tronco, la larghezza di un anello raramente si presenterà costante. Nel caso di un albero cresciuto su un pendio o esposto a un forte vento continuo, il tronco si presenta addirittura ovale nella sezione trasversale e gli anelli di accrescimento differiscono notevolmente in larghezza su ciascun lato del midollo.
Questo fenomeno è noto come canastro.
Gli anelli di crescita indicano inoltre la presenza di "legno di reazione", il quale si forma vicino alla base del tronco nel punto in cui esso sostiene il peso dell'albero. Questo legno possiede struttura e composizione chimica caratteristiche e permette all'albero di resistere anche a forti sollecitazioni meccaniche. Se l'albero cresce su un pendio, gli anelli maggiormente distanziati sul lato a monte indicano la presenza di una forza supplementare per favorire la crescita eretta dell'albero. Questo "legno di tensione" è più diffuso nelle latifoglie, mentre le conifere mostrano un comportamento analogo nella formazione di "legno di compressione", con anelli di crescita molto più serrati sul lato a valle degli alberi per il conseguente effetto di spinta.
Rami robusti, venti sostenuti, pietre ed oggetti estranei incorporati nell'albero producono tutti "legno di reazione". Questo legno risulta difficilmente lavorabile a causa del suo comportamento anomalo: sotto l'azione della lama o della sega si liberano forti contrazioni longitudinali che ne compromettono il risultato finale (e, in alcuni casi, rompendo le seghe).
Condizioni anormali, come una prolungata siccità, possono essere, invece, causa di una cessazione dell'accrescimento o della formazione di "falsi anelli". L'attacco di insetti o danni da incendio o da gelo, pietre che rotolano a valle, alberi abbattuti, possono essere responsabili di "ferite" nel legno.
Solo con anni di esperienza nel settore e grazie ad una precisa conoscenza delle foreste è possibile riconoscere a priori questi problemi ed evitarli. La Bonelli, con più di 80 anni di specifiche esperienze, garantisce ai suoi clienti anche questi fondamentali aspetti.
E' dimostrato che gli effetti stagionali che si riflettono sulla larghezza degli anelli si verificano su individui di una stessa vasta area geografica. Questa constatazione ha permesso di datare eventi climatici di grande portata storica. Il legno, grazie ai suoi caratteristici anelli, ha infatti contribuito a una lettura più chiara di alcune antiche pagine della storia dell'uomo. |